Il principio su cui lavoriamo non è teorico, ma pratico, non è una filosofia, ma una esistenza reale nel nostro corpo, e stiamo parlando della FASCIA. Potremmo dire che è un vero e proprio organo che riveste ed entra in ogni struttura interna del nostro corpo, e che pur essendo ben conosciuta nella medicina di qualche secolo fa, è stata fatta sparire ad arte, per ricomparire in questi decenni, riportandoci a un approccio organico e non diviso.
La rete ci dice queste basilari informazioni:
"La fascia è una rete tridimensionale ininterrotta di tessuto connettivo fibroso (ricco di collagene ed elastina) che avvolge, penetra e sostiene muscoli, ossa, nervi e organi, formando un'architettura che connette l'intero corpo. Svolge funzioni cruciali di protezione, trasmissione della forza, supporto strutturale e propriocezione.
Principali Tipologie di Fascia:
Superficiale: Situata sotto la pelle (ipoderma), contiene grasso e connette la cute agli strati sottostanti.
Profonda: Denso strato che avvolge muscoli, ossa e nervi, permettendo la trasmissione di forza tra di essi.
Viscerale: Circonda e sostiene gli organi interni.
Caratteristiche e Importanza:
Tensegrità: La fascia mantiene l'integrità strutturale del corpo bilanciando tensioni tra stabilità e mobilità.
Adattività: Può modificarsi nel corso della vita, ispessendosi o allungandosi in risposta a tensioni e sollecitazioni, potendo causare rigidità o dolore se non mantenuta sana. "
E' grazie anche all'applicazione di tecniche di Riflessologia Osteopatica sviluppate da Florence Cohen, che andiamo ad allentare punti di aderenza della fascia agli elementi con cui dovrebbe interfacciarsi in modo fluido, caratteristica perduta in conseguenza a traumi di varia natura (tra cui anche cicatrici apparentemente innocue e vecchie), ma anche in assenza di eventi traumatici, proprio per quella caratteristica di tensegrità che porta il nostro corpo a compensare sempre eventuali squilibri in una qualche parte. E' come, in fin dei conti, se dove abbiamo una "ferita" di varia entità, si creasse un perno, una cerniera, e il resto del corpo si avvolgesse intorno a quella cerniera, per consentirci di continuare a funzionare. Soltanto che questo nuovo equilibrio è piuttosto una modalità di "emergenza" e in qualche modo di sopravvivenza che non corrisponde totalmente all'equilibrio migliore. Certamente, non sempre è possibile tornare alle condizioni ottimali precedenti un trauma specialmente di grave entità, ma è importante intervenire per recuperare quanto possibile e mantenere (e non peggiorare) la qualità della propria vita a livello fisico, e non solo.
Utilizzo tecniche di Riflessologia Osteopatica ove necessario all'interno della sessione di Riflessologia Plantare.
Anna